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Serie B1

Alla scoperta delle Argentelle: Gaia Riedmüller

In questa rubrica settimanale andiamo alla scoperta delle argentelle, notizie e curiosità dentro e fuori dal campo. Incontriamo la piccolina del gruppo: Gaia Riedmüller

Nome: Gaia Riedmüller
Età: 16
Numero preferito: 1, in realtà basta che sia dispari, ma purtroppo non sempre é possibile.
Ruolo: Schiacciatrice/Libero
Soprannome: Gaietta
Piatto preferito? Mangio davvero di tutto
Musica preferita: Pop e Rap
Profili social: Instagram, Snapchat
Innamorata? Certo
Miglior posto in cui sei stata: Menorca. É stata un'esperienza assolutamente indimenticabile. Ero in vacanza con la mia migliore amica e abbiamo conosciuto davvero moltissime persone da tutto il mondo. Ci siamo immerse in varie culture e abbiamo appreso molto su altre tradizioni. Ci siamo divertite: abbiamo fatto il bagno a mezzanotte e abbiamo fatto molte escursioni. Poi che dire, il mare é fantastico e le persone sono molto accoglienti.
Viaggio ideale: Non c'è un posto preciso, vorrei viaggiare e scoprire un po' tutto il mondo. Vorrei però visitare senz'altro il Qatar, la Thailandia, la Russia e la Cina.

Se dovessi scegliere tra le tue attuali compagne di squadra con quale andresti: 1) in battaglia 2) a far festa 3) a vivere?
«In battaglia andrei con Piera, mentre a fare festa con Stefo e Leo. Vivrei invece con Sofy».
Come ti sei avvicinata al mondo della pallavolo?
«Ho deciso di giocare a pallavolo principalmente grazie al cartone animato Mimí Ayuara. Purtroppo al tempo ero troppo piccola per entrare in una squadra e così ho dovuto iscrivermi a ginnastica artistica. Ero una vera frana e mi é stato detto di essere troppo alta per fare quel tipo di sport. Così l'anno dopo finalmente sono riuscita ad entrare in una squadra di pallavolo».
A che età sei andata a vivere/giocare fuori e come hai vissuto il cambiamento?
«All'età di 15 anni ho cambiato squadra e sono venuta a giocare nell'Argentario. In realtà il mio cambiamento non é stato radicale come quello di altre mie compagne. Essendo bolzanina non ho visto il bisogno di trasferirmi a Trento e quindi faccio avanti-indietro. Inizialmente ho vissuto con la paura di sbagliare o perdere il treno ma dopo qualche settimana é diventata un'abitudine».
Conciliare sport e studio è sicuramente molto impegnativo. Come te la cavi?
«Personalmente penso di essere una persona abbastanza organizzata. Riesco a conciliare studio e sport molto bene. Nell'ora di treno finisco o continuo i compiti e se devo studiare, lo faccio in treno. É da un anno e mezzo che non studio più a casa, ma in treno. Facendo così recupero anche un'oretta per uscire con i miei amici o per prendere una boccata d'aria».

Qual è il tuo obiettivo nella pallavolo e cosa pensi di dover migliorare per raggiungerlo?
«Il mio obiettivo nella pallavolo é quello di raggiungere la serie A. Per raggiungerlo devo sicuramente avere pazienza e allenarmi al massimo ogni giorno. Oltre alla tecnica penso di dover essere un po' più consapevole delle mie capacità in quanto alcune volte mi capita di sminuirmi e non credere nei miei punti forza. Senz'altro devo però mantenere il growth mindset, che mi permette di provare cose differenti, che a mio avviso mi rende una persona spavalda e mi permette di raggiungere obiettivi complessi. Inoltre non devo avere paura di sbagliare o di osare».
A quale giocatrice ti ispiri?
«Diciamo che non ho un idolo in particolare, mi piace prendere le caratteristiche migliori di determinati giocatori e provare ad imitarle, nonché mischiarle con altre».
Quali sono i tuoi interessi? tolta la pallavolo
«Tra scuola e allenamenti non mi resta molto tempo per coltivare altri interessi però appena posso mi piace passare del tempo con i miei amici e il mio ragazzo. Nonostante ciò sono molto appassionata di lingue: tedesco, inglese, cinese e soprattutto russo».
Il lavoro che vorresti fare?
«Da sempre mi ha affascinato il lavoro di medico legale, nonostante gli anni di studio siano molti».
Come hai vissuto il primo lockdown?
«Il primo lockdown é stato tosto, ho avuto svariati attacchi di panico. Mi sentivo rinchiusa in una gabbia e non sapevo che fare. Col tempo poi ho iniziato a lavorare mentalmente sulla pallavolo, ascoltando i consigli di allenatori e compagne. Ho guardato molte partite, cercando di analizzare le varie azioni e i movimenti dei giocatori e devo dire che mi é servito molto. Per quanto riguarda la scuola é stato ed é bruttissimo, mi manca molto andarci. Alcuni professori ci caricavano moltissimo e pretendevano molto da noi. Siamo andati avanti con interrogazioni e verifiche. É stato molto stressante ma allo stesso tempo mi ha messo alla prova, ho vissuto il primo, ma anche il secondo lockdown come una sfida personale».
Una tua valutazione sugli attuali allenatori?
«Penso che entrambi i nostri allenatori siano molto molto qualificati. Tengono al nostro miglioramento e ci mettono l'anima in quello che fanno. Hanno entrambi esperienza da vendere e pochi hanno vissuto ciò che hanno vissuto loro. Personalmente non ho nulla da criticare e penso di essere molto fortunata ad averli al mio fianco».
Quello che avresti voluto sempre dire a qualcuno, ma che non hai mai detto?
«Per fortuna sono una persona diretta e se dovevo dire qualcosa l'ho sempre detto».
Ci siamo, ultima domanda: Argentario perchè?
«Avevo già giocato contro l'Argentario, ma non avrei mai pensato che in futuro ci sarebbe stata una chiamata da parte loro. Ma così é stato, ho colto l'occasione ed eccomi qui».

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